lunedì 3 luglio 2017

Recensione: La testimone del tempo di Tahmima Anam

"La testimone del tempo" è una lettura intensa, commovente fino alle lacrime e assolutamente da leggere! Non fatevelo scappare!


Trama.
Zubaida è tornata a Cambridge, Massachusetts, dove tutto è cominciato. Dopo essersi laureata a Harvard, non vedeva l'ora di ritrovarsi nel suo paese, il Bangladesh. Lì l'aspettavano la famiglia adottiva, il fidanzato Rashid, e l'occasione di partecipare come paleontologa a uno scavo importante. Ma poco prima di partire aveva conosciuto una persona speciale. Elijah era diverso da tutti gli altri ragazzi: fra loro era nata un'attrazione immediata, destinata a sopravvivere alla lontananza. In Bangladesh però la vita di Zubaida ha subito svolte impreviste, che l'hanno condotta per la prima volta a indagare sulla sua vera madre, e i rapporti con Rashid ed Elijah si sono complicati. Ha dovuto prendere decisioni difficili, ma nel suo cammino è una grande sfida a guidarla: abbracciare le proprie radici senza rinunciare a se stessa, e all'amore.

La mia opinione.
Questo romanzo non è semplicemente il racconto della vita della protagonista ma è soprattutto una lunga lettera d'amore . Sì, perché chi parla è proprio lei, Zubaida, che si rivolge ad Elijah, il grande amore della sua vita a cui spiega, dal momento del loro primo incontro, che cosa è accaduto, perché ha preso certe decisioni e inoltre come lui l'abbia cambiata profondamente e completamente. Zubaida infatti sembra avere tutto dalla vita, un fidanzato ricco che non vede l'ora di sposarla, dei genitori che la adorano MA quelli non sono i suoi veri genitori e per lei, il fatto di non conoscere il suo passato, le sue radici è sempre stato un limite, una mancanza che le impedirà anche di lasciare il passato alle spalle ed amare liberamente il suo Elijah perchè come dirà lei stessa: " Volevo disperatamente essere la persona che avrebbe rovesciato tutto per tuffarsi nell'ignoto, ma il futuro non era l'unica realtà a me ignota, e poiché ero già priva di ormeggi, non potevo tagliare i fili che mi tenevano ferma al mio posto. Non ancora." 
Ma oltre alla sua storia Zubaida racconterà anche quella di un uomo, Anwar, anzi sarà lui stesso a parlarne in prima persona. Anche la sua storia è una storia d'amore e soprattutto di ricerca di quell'amore che sembra aver perduto per sempre. Le loro storie, di Zubaida ed Anwar, si intrecceranno poi con un colpo di scena che mi ha commosso fino alle lacrime (sono scoppiata a piangere in spiaggia) e sono sicura farà versare qualche lacrima anche a voi. Il modo di scrivere dell'autrice, come vedrete, è intenso, profondo, parla direttamente al cuore e tra tutte le fantastiche frasi che troverete all'interno una in particolare mi ha colpito e commosso:
"Penso che Dio ci ha creati difficili da uccidere. Ci vogliono un coltello, una pallottola. Ti si spezza il cuore, eppure continui a vivere."

5 commenti:

  1. Ciao :) è un libro molto interessante, sicuramente entrerà nella mia wishlist. Mi sono appena iscritta al tuo blog, se ti va di ricambiare ti lascio il link del mio https://unmondofattodilibri.blogspot.it

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  2. preferisco i romanzi di avventura x farti capire ho letto molte cose di Wilbur Smith..ma la tua recensione mi ha incuriosito....e dunque lo comprerò dimmi dove si può trovare garzie da nino e ciao

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    1. Ciao Nino. Io ho letto tutti i libri di Wilbur Smith e li adoro. Questo romanzo comunque è davvero bellissimo. Penso che da Mondadori Store ci sia o sennò lo fai ordinare. Un abbraccio poi fammi sapere cosa ne pensi.

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  3. certo faccio un salto da mondadori e comunque felice che ti piaccia wilbur..ciao

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