martedì 13 giugno 2017

Recensione: E come un sogno la vita vola - Patrick Branwell Brontë

Per festeggiare il bicentenario della nascita di Patrick Branwell Brontë (26 giugno 1817-24 settembre 1848), la casa editrice flower-ed ci ha regalato questa sorpresa con i fiocchi, un libro che è una tenera celebrazione dello sfortunato fratello delle nostre amate sorelle Charlotte, Emily ed Anne.


Trama.
Dal 1835 al 1848 un vivace ragazzo della brughiera divenne suo malgrado un uomo afflitto dal dolore. Abbandonata ogni speranza di costruirsi una carriera da pittore, continuando a scrivere poesie che ebbero poca fortuna e deluso da un amore impossibile, giorno dopo giorno si raccontò nelle poesie, negli infiniti racconti, nelle lettere indirizzate agli amici più cari, confessandosi inconsapevolmente al mondo. Caricato del gravoso peso di realizzare le ambiziose aspettative di famiglia, Patrick Branwell Brontë era il fratello fragile e sfortunato di Charlotte, Emily e Anne. Nell’anno del bicentenario che ne commemora la nascita, le sue lettere vengono consegnate per la prima volta in forma completa al pubblico italiano, per conoscere chi fu tradito dai propri sogni, prima ancora che da se stesso. Traduzione e cura di Alessandranna D’Auria

La mia opinione.
Questo libro è scritto con cura, profondità ed empatia nei confronti di questo giovane ragazzo che visse nell'ombra del successo delle sorelle. All'interno troverete, oltre ad un breve ma accurato racconto sulla sua vita, le lettere scritte dallo stesso Branwell. Ovviamente questa lettura sebbene piacevole e sublime non è certo la tipica lettura estiva da leggere sotto l'ombrellone, vi avverto.
Ciò che ho molto apprezzato è il fatto che Branwell ci venga presentato come un ragazzo da cui tutti si aspettavano grandi cose, ma che purtroppo è rimasto schiacciato dalle aspettative fino a soccombere. Inoltre,a differenza delle sorelle che sono per noi esempi, modelli di donne forti quasi irraggiungibili, qui viene espressa tutta l'umanità e tutta la debolezza del fratello che ha vissuto un amore non corrisposto, la ricerca vana di un lavoro ( alcune lettere sono richieste di assunzione a cui mai ricevette risposta), fasi della vita che noi giovani conosciamo anche troppo bene. E perciò lo sentiamo vicino a noi. E riguarda proprio la giovinezza una delle frasi di Branwell che maggiormente mi ha colpito e mi ha fatto comprendere tutta la sua angoscia e il suo dolore:
                    "Perchè negli occhi giovani ci sono fiumi di lacrime?"
Che altro posso dire? Se siete anche voi come me delle amanti sfegatate delle sorelle Brontë, non vi può mancare questa lettura!

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