lunedì 27 novembre 2017

Recensione:L'incredibile storia dei faraoni di Cristiana Barandoni

Cari lettori, se amate la storia non può mancare nella vostra libreria questo libro!


Trama.
Le vite straordinarie dei sovrani divini d'Egitto
I segreti di un'antica civiltà
Cheope, Ramses, Thutmosis: figli del dio o padroni assoluti della terra d’Egitto?


441 faraoni per una storia millenaria che va dal 2920 al 30 a.C.: è questa la portata di una civiltà complessa come quella dell’antico Egitto. Una fase lunghissima, che inizia con il cosiddetto Periodo Protodinastico e si conclude con la dinastia Tolemaica, proprio quella della famosa Cleopatra, corrispondente all’età romana. Ma chi erano realmente i faraoni? Quali erano le loro effettive mansioni, cosa sapeva di loro il popolo e cosa lasciavano conoscere di se stessi agli altri? Ritenuti divinità così sacre da non poter essere guardate in volto, che cosa facevano all’ombra dei loro giganteschi palazzi reali? Partendo dalle misteriose Liste Reali, conosceremo la vita e le opere di alcuni tra i 200 faraoni in esse menzionati. Dal faraone Narmer alla regina che fece battere il cuore ai Romani, si susseguono vicende personali mescolate a vicende storiche; periodi che videro avvicendarsi addirittura 70 faraoni in meno di 100 anni, a periodi di grande pace come quello del Nuovo Regno, epoca d’oro nella quale 15 sovrani provenienti da Tebe trasformarono letteralmente il volto dell’Egitto. Un viaggio nella storia lungo quasi 5000 anni, per immergerci in alcuni degli episodi più significativi della civiltà egizia e guardarli attraverso gli occhi dei veri protagonisti.

La mia opinione.
“La storia, quella con la S maiuscola, è solo in parte fatta di grandi battaglie, personaggi quasi mitologici, avventure romanzesche. La storia è fatta soprattutto di sentimenti sanguigni e autentici, di rivalità intestine e di grandi passioni; di uomini che, sebbene siano vissuti migliaia di anni fa, erano in tutto e per tutto uguali a noi.”
Inizio la mia recensione con questa frase stupenda perché racchiude un po' il senso profondo di questo libro. Sì, perché Cristiana Barandoni non vuole solo raccontarci fatti, guerre importanti, elencando date e luoghi ma ci vuole far scoprire la storia, in questo caso dell’Egitto, attraverso la loro umanità, la loro incrollabile fede, il loro orgoglio ma anche le loro debolezze.

Ho sempre amato la Storia, in particolare mi sono sentita sempre attratta da quella egiziana, ma solo dopo aver letto questo libro posso dire di aver conosciuto veramente ogni aspetto di quel periodo e di aver scoperto cose che a scuola nessuno ci dice. Cristiana infatti ci tiene a parlare dell’Egitto partendo da prima delle piramidi, quando la terra del Nilo era abitata da piccole tribù per poi arrivare alle grandi dinastie faraoniche. Il suo racconto è un vero proprio viaggio, l’autrice ci prende   per mano e grazie alle sue accurate descrizioni ci trasporta di fronte ai faraoni, alle meravigliose piramidi, ci sembra proprio di essere lì, di toccare gli splendidi gioielli, di ammirare i papiri, respirare l’atmosfera e in men che non si dica vi ritroverete a desiderare di fare un viaggio in Egitto.

Se fino ad adesso, quando si parla di Egitto, pensavate solo alle piramidi e al faraone Ramses, con questo libro conoscerete molto di più, dal primo vero faraone di nome Narmer, alle piramidi di Gizah, alla sfinge e alla prima regina donna della storia Hatshepswet per poi passare ad aneddoti molto curiosi sulle varie scoperte. Sapevate per esempio che la prima mummia ritrovata non fu quella di Tutankhamon ma bensì quella del faraone Menkaura che purtroppo fu perduta durante il tragitto in Europa?

Un’opera dunque, quella della Barandoni, esaustiva e di affascinante completezza, che riesce ad essere sia alla portata di tutti grazie alla piacevole scorrevolezza, sia un libro più per appassionati del tema per via delle minuziose e complesse descrizioni con tanto di link e siti web di riferimento.

martedì 7 novembre 2017

Recensione: Il segreto di Mirta di Silvia Lorusso Del Linz

Siete pronti ad una lettura coinvolgente e misteriosa? Questo è il libro che fa per voi!


Trama.
Roma 1751.

Elena, Sacerdotessa dell’Ordine della Dea Demetra, sta per essere condotta in carcere per volere della Santa Inquisizione. La donna, conoscendo in anticipol’amara sorte che l’attende, scrive a sua figlia Mirta una lettera, testamento d’amore e di verità. La vita della piccola, ignara erede dei Misteri di Eleusi, viene così affidata ad Antonia. Nonna e nipote fuggono lontano dalla scure del Sant’Uffizio e arrivano a Napoli. Nel caos allegro della Napoli settecentesca, trovano rifugio a San Biagio dei Librai, presso un amico di famiglia, collezionista di volumi antichi e stampatore. La storia di Mirta, una bambina diversa da tutte le altre perché avvolta da poteri occulti, s’intreccia con quella di Raimondo di Sangro, Principe di San Severo. Epigono della tradizione alchemica, Gran Maestro della Massoneria Napoletana, il Principe si dedica alle più ardite sperimentazioni scientifiche e magiche, grazie anche alle reliquie esoteriche trafugate all’Ordine con un inganno ordito alle spalle di Elena durante un suggestivo rito arcano celebrato in un’antica villa romana. In un vortice crescente di sospetti, di misteri e di emozioni arriva per Mirta il momento delicato del primo amore ma anche quello sconvolgente della rivelazione sulla sua nascita che porterà a delle conseguenze inimmaginabili. Si è trasportati in un’atmosfera millenaria, e sedotti dal potere femminile pagano, che emerge con tutta la sua forza misteriosa e perentoria.

Romanzo avvincente e intrigante, Il Segreto di Mirta unisce il brio inventivo alla cura minuziosa della documentazione storica, miscelati con rara maestria.

La mia opinione.
Il romanzo “Il segreto di Mirta” può sembrare apparentemente la storia di una bambina che cresce orfana,senza conoscere la vera identità del padre, costretta a nascondersi dagli Inquisitori per non finire uccisa come sua madre ma sotto la superficie nasconde molto di più e vi conquisterà.

Magia, mistero, inganni e tradimenti si mescoleranno immergendo il lettore in una Napoli settecentesca.

Il romanzo si snoda intrecciando episodi del passato, come quando Elena, sacerdotessa dell’Ordine di Demetra, accoglie fra le fila di accoliti e simpatizzanti al culto che presiede il principe Raimondo Di Sangro; e il presente, dove troviamo la piccola Mirta fuggita a Napoli in cerca di riparo insieme alla nonna Antonia.

Nella Napoli barocca l’autrice ci riporta all' atmosfera settecentesca, con i fasti e gli edifici che hanno reso grande la città partenopea in quel periodo, tra logge massoniche ed esperimenti alchemici, di cui Maestro e figura di assoluto rilievo è il principe Raimondo Di Sangro. 

Le protagoniste assolute di questo romanzo sono le donne. Sono loro infatti, Elena e poi Mirta, a conoscere i segreti e i poteri dell’ordine pagano di cui fanno parte e ad esserne a capo; è la nonna Antonia personaggio forte e volitivo, a proteggere Mirta e a tessere la trappola contro i nemici dell’Ordine. Donne, quelle che ci presenta Silvia Lorusso Del Linz, forti, coraggiose ma che in quel periodo venivano viste come streghe, demoni da punire, da eliminare. L’autrice ci apre una finestra sul mondo femminile in un’epoca dove per le donne mostrare di avere capacità e intelligenza poteva essere mortalmente pericoloso e dove anzi la Donna veniva posta al secondo piano e accompagnata anche nelle mansioni più semplici, da un uomo il cosiddetto “cicisbeo”:
“Mirta immaginò un ipotetico damerino che le stava appresso ciarlando del più e del meno, mentre lei con un libro sulle ginocchia tentava di capire quello che stava leggendo. Inorridì al solo pensiero. Stava bene da sola, si sentiva libera. Poteva scegliere come impiegare il suo tempo e la sua testa.”

Ma c’è anche un'altra donna forte in questo romanzo: Demetra la Dea a cui l’Ordine è fedele, la Dea sorella di Zeus, potente, una sua pari che combatterà con tutte le sue forze e a qualsiasi prezzo pur di rivedere la figlia Persefone, rapita e portata negli Inferi da Ade. La stessa Demetra ci ricorda Antonia che non avrà pace finché non riuscirà a vendicare la morte dell’adorata figlia.


Silvia Lorusso con grande maestria riuscirà a ricostruire perfettamente quel preciso periodo storico ma anche il mondo sotterraneo, fatto di riti pagani, stregoneria, ingredienti alchemici. Il suo modo di narrare è coinvolgente, il lettore si ritroverà completamente immerso nella storia, desideroso di scoprire di più, di venire a capo dei vari complotti e arriverà alla conclusione del romanzo senza accorgersene.

lunedì 9 ottobre 2017

Recensione: Il Grigio del Fumo di Daniele Sartini

Oggi vi parlo di un romanzo ,scritto da un mio concittadino Daniele Sartini, che vi invito caldamente a leggere!


Trama.
Una storia di ferite e rimpianti, ma anche di amicizia. Sonny, un ventiseienne da poco rimasto orfano, si divide tra il lavoro di lavapiatti in un ristorante e le partite a biliardo al bar Mirò. Una vita anonima la sua, impregnata dell'odore acre del rimorso perla prematura morte del padre, di quello ancora pungente per la recente scomparsa della madre e della malinconia suonata dalle canzoni di Rino Gaetano. Grazie all'incontro con Samsung (un bengalese che vende rose), il gioco del biliardo perde la dimensione circoscritta al panno verde e diventa uno spazio che facilita il confronto tra anime diverse. La vita, così, riprende lentamente a scorrere, tra i tuffi nel passato e i silenzi di una casa vuota, mentre dal profondo della coscienza riaffiorano battaglie che non possono più essere rinviate. L'amicizia con Samsung diventa una necessità che porta Sonny fino a New York, per giocare ancora, quasi senza sosta, e provare a vincere la partita più importante: quella per la libertà.

La mia opinione.
Il protagonista è Sonny, un ragazzo di soli ventisei anni ma che sembra averne molti di più. Dopo la morte, prima del padre, poi della madre, Sonny si limita a sopravvivere. La sua vita è un monotono susseguirsi tra un lavoro che non lo soddisfa e le serate passate al bar giocando, a tempo perso, a biliardo.
Sonny è schiacciato dai rimorsi, dal senso di colpa per non essere diventato quello che il padre desiderava, per essere invece una nullità. Ѐ così infatti che si sente e la sua vita, come suggerisce anche il titolo, è un eterno grigiore, una non-vita.
Il grigio sarà il colore dominante dell'intero romanzo, sembra quasi, durante la lettura di percepirlo: è nelle sale da biliardo, nei bar, nel fumo delle sigarette degli avventori, nel traffico, nello stesso cielo.
Ma l'incontro con Samsung, un venditore di rose del Blangadesh, lo risveglierà dal torpore in cui si trova. Samsung sarà il primo a credere in lui e nelle sue capacità come giocatore di biliardo e si fiderà così tanto di Sonny da riporre in lui le speranze di vincere abbastanza denaro per poter tornare a casa, dalla sua famiglia.
Così i due intraprenderanno un viaggio, anche interiore, a New York tra sale da biliardo, scommesse e anche momenti di pericolo. Ma è proprio in quei momenti, davanti al biliardo e al rischio di poter perdere tutto che Sonny comprende che la vita è molto di più che un continuo rimorso.
"Nella vita si può vincere o perdere, vivere o morire, guardare il tramonto o aspettare l'alba, provare dolore senza consolazione o essere felici senza motivo, ma non ci si può far dominare dal rimorso. Perché il rimorso è la più banale delle scuse, è un pretesto per trovare protezione, per non guardare in faccia se stessi."
A New York, l'incontro con una ragazza di nome Gwen, gli darà quel coraggio che gli è mancato durante tutto il romanzo e cioè quello di aprire la lettera che sua madre gli aveva scritto prima di morire. Una lettera davvero toccante quella della madre di Sonny che vi farà commuovere. Una frase che mi ha colpito particolarmente è questa:
" Tutto ciò che ha una cicatrice diventa ancora più prezioso. E questo vale anche nella vita: non nascondiamo più i nostri dolori, ma mostriamoli con orgoglio."
Quanto è vera?
Il romanzo si lascia leggere in poco tempo, grazie anche alla presenza dei dialoghi. Un difetto? Avrei apprezzato che alla fine del romanzo l'autore si soffermasse maggiormente sul cambiamento di Sonny, mostrandoci degli esempi più concreti legati alla sua nuova consapevolezza della vita.

giovedì 5 ottobre 2017

Recensione: Senza filtri di Lily Collins

Questo libro non è una semplice autobiografia ma è molto di più! Ѐ un libro che tutte le donne dovrebbero leggere!



Trama.
In parte autobiografia, in parte inspirational, in questo libro Lily Collins ci regala le sue riflessioni su tutti gli argomenti che toccano da vicino ogni ragazza: l'immagine del proprio corpo, gli amori, le amicizie, la famiglia

E lo fa a partire da se stessa. Per la prima volta condivide la sua vita e i suoi segreti più profondi, mostrando che anche lei ha sperimentato il dolore. Anche lei sa che cosa vuol dire vivere per metà nella luce e per metà nel buio. Anche lei sa cosa vuol dire lottare per salvarsi. Per Lily, significa guardarsi allo specchio e amarsi, accettare di essere strani, vulnerabili, ma proprio per questo meravigliosi. E spesso per riuscire a fare quel piccolo grande passo basta qualcuno che ti prenda la mano e ti dica che non sei solo.



La mia opinione
Conoscevo Lily Collins attraverso i suoi film e quando ho iniziato a leggere il suo romanzo, non mi aspettavo di incontrare tra le pagine una ragazza come me, come tutte voi.
Lily infatti affronta in questo libro varie tematiche che molte di noi conoscono benissimo: la paura di non sentirsi accettate, di non essere abbastanza belle e magre, i rapporti non sempre facili con la figura paterna, le relazioni con i ragazzi, quelli che spariscono nel nulla dopo il primo appuntamento (li conosciamo bene , vero?) e quelli che ci portano all'autodistruzione.
Leggere questo libro ci fa comprendere che non siamo sole, anzi, anche ad una star come Lily è capitato di essere umiliata o presa in giro da ragazzi problematici! Lily parlerà delle sue esperienze, senza filtri, senza paura di essere giudicata per aver sopportato un fidanzato violento o aver rischiato la vita per colpa dell'anoressia.
Io credo che questa sua forza di raccontarsi debba essere d'ispirazione a tutte noi! Non dobbiamo mai vergognarci di come siamo o sentirci sbagliate! Siamo uniche e abbiamo il diritto di vivere la nostra vita al massimo, senza timori e ascoltando soltanto il nostro cuore.
"Non potrai mai cambiare te stessa per un altro o per sistemare una relazione. Perciò, se non è un rapporto sano chiudilo. Essere coerente con te stessa è tutto ciò che conta, e se la vera te assomiglia a me, una donna che vuole esprimersi e prendere il toro per le corna, allora alla fine arriverà la persona giusta, che rispetterà il confronto e lo considererà stimolante, attraente e sexy."
Starei ore a parlavi di questo romanzo, non ho fatto altro che sottolineare frasi bellissime, vere, che danno la forza di andare avanti. Una lettura che vi consiglio vivamente, breve ( io l'ho letto in un giorno) ma intensa ed umana. Sembra infatti di parlare con una amica e penso che questo sia fantastico!
Ci saranno anche capitoli più leggeri e divertenti, come il capitolo sui tatuaggi o sulle sue stranezze come la passione sfrenata per i cetrioli!! Ogni capitolo, inoltre, sarà arricchito da foto inedite di Lily e della sua vita.
"I maggiori trionfi della nostra vita non arrivano senza sperimentare gli alti e anche i bassi"
Correte in libreria!!!!!




domenica 24 settembre 2017

Recensione: La narratrice sconosciuta di Brunonia Barry

Più di un thriller, più di un semplice romanzo! Magia, mistero e tanto ancora in questo nuovo meraviglioso libro di Brunonia Barry!



Trama.
Il buio è appena calato avvolgendo Salem nel suo manto scuro. Callie ha sette anni appena ed è sola sulla scogliera che domina la baia. Non dovrebbe essere lì. È troppo pericoloso. Poi all’improvviso sente uno strano grido e lo spettacolo che si presenta ai suoi occhi la lascia senza parole: tre donne sono state uccise. Solo Rose, la più anziana del gruppo, riesce a scappare e a portare Callie in salvo.
Sono passati vent’anni da quel terribile evento. Anni in cui Callie ha fatto di tutto per dimenticare e vivere una vita il più possibile normale. Ha promesso a sé stessa che non avrebbe più messo piede a Salem, il luogo dei suoi incubi. Eppure, sente che per lei è arrivato il momento di tornare là dove tutto è cominciato. Perché un ragazzo è stato trovato senza vita, e prima della fine un grido ha squarciato il cielo nero. Quello stesso grido che ha sentito da bambina e torna sempre a tormentarla. Ora non può permettere che Rose venga condannata per qualcosa che non ha commesso. La Rose che lei conosce, e che anni addietro le ha salvato la vita, non avrebbe mai osato fare del male a nessuno. Ne è sicura. Così come ne è sicuro l’ispettore Rafferty, incaricato di occuparsi del caso. A Callie allora non resta altra scelta che far luce sulla verità. Una verità che ha radici in quella terribile notte sulla scogliera, dove si è compiuto un destino ancora avvolto nel mistero e che ora ha bisogno di essere svelato. Costi quel che costi.

La mia opinione.
Ci sono vari ingredienti all'interno di questo romanzo che lo rendono meraviglioso e unico
Al centro abbiamo la morte misteriosa di tre donne, tra cui la madre della protagonista Callie, imparentate con alcune delle vittime del terribile processo alle streghe avvenuto nel 1692.
Le uniche testimoni di quello che accadde quella notte del 1989 sono Callie, che all'epoca aveva solo 5 anni, e Rose Whelan, un tempo una studiosa dei processi alle streghe ma che è cambiata dopo il terribile omicidio, diventando una specie di barbona ritenuta pazza dalla gente di Salem.
Ma questo vecchio caso si riaprirà nel presente, quando Rose, sarà accusata di aver ucciso un giovane ragazzo, nello stesso modo in cui, secondo molti, aveva assassinato le tre donne.
Così il passato tornerà a Salem ed anche la stessa Callie che una volta rientrata in città sarà perseguitata da visioni e ricordi legati a quella fatidica notte.
A questo punto il detective Rafferty deciderà di riaprire il caso delle Dee, così venivano chiamate le tre bellissime donne, e segreti che sembravano ormai sepolti per sempre verranno a galla, così come antiche faide famigliari , tradimenti...il tutto circondato dalla magia.
"Sembrava che ci fosse qualcosa di nascosto sotto la superficie della vita stessa, qualcosa che si svelava solo in alcuni momenti singolari, o quando, per caso o intenzionalmente, veniva disturbato."
A questo punto il lettore insieme a Rafferty e a Callie cercherà di scoprire chi fu l'assassino delle Dee e soprattutto chi è la banshee, la dea deviata, di cui Rose non smette di parlare.
Mistero e magia si intrecceranno facendo immergere completamente il lettore nella storia.
Questo romanzo vi conquisterà, ve lo garantisco, e attenti ai colpi di scena! 

lunedì 11 settembre 2017

Recensione: The Mission di Matteo Porru

Quest'estate a Cagliari, presso la libreria Cocco, mi è stato presentato un libro fantastico edito da Edizioni La Zattera, di cui non vedo l'ora di parlarvi.



Trama.
C’è un uomo che passeggia sul Gianicolo,fischiettando. Roma si trucca allo specchio,stanca,confusa.
Martina ha dieci anni e tutta la vita davanti;Alessio è più calmo,metodico,un sognatore.
Alice è curiosa. Di Virgilio non si sa molto.
Sono quattro bambini che si ritrovano per caso al Bambino Gesù,chi con delle farfalle nello stomaco,chi con delle palle cattive da togliere.
C’è una mascotte a forma di infermiere con le ali che vola in sala operatoria con i bambini,serve per rendere tutto una storiella,come quella di Tigro,dipinto sulle pareti delle camere.
Ma qualcosa non torna.
E’ come se tutti sapessero già come andrà a finire.
Gli adulti pensano che i bambini siano ingenui,ignari di quello che accade ,capaci solo di fantasticare.
Ma lo sanno i grandi che sono loro i primi a fingere,a mascherarsi? E i bambini cosa avrebbero preferito?
Loro cosa avrebbero detto?
Quella risposta nessuno la sa: vaga sola,disperata,senza tomba,fra le strade.
Quattro note echeggiano nella capitale.
Ora è il momento di dire la verità,quella che sanno sempre solo gli altri.
Il tempo è scaduto,il sipario è aperto.
Sono diventati grandi troppo presto,quei bambini. E nessuno ha più voglia di giocare.

La mia opinione.
Raccontare situazioni di questo genere e metterle su carta non è affatto facile.
Ma solo chi conosce questo tipo di momenti,o meglio chi li ha vissuti dal di dentro,sa quanto di vero ci sia in questo libro del giovane Matteo Porru.
Sì perché Matteo giovane lo è davvero,a soli 16 anni è riuscito con intensità,con coraggio e devo dire con molto amore per la vita a tirare fuori questo piccolo gioiello di racconto.
Parlare ,riuscire a raccontare in maniera così coinvolgente di malattie,di ospedali,di bambini malati e del loro sognare un futuro migliore contapposto invece ad una realtà molto dura fanno di questo un libro da conservare con rispetto nel proprio cuore,leggere e rileggere.
Le storie di Martina, Alessio, Alice ignari forse o forse non del tutto di quello che gli sta capitando e quelle invece dei loro genitori coi loro problemi, le sofferenze interiori che si accumulano in quanto consapevoli di ciò che accade ai loro figli  ,i loro dubbi sul fare o non fare quella difficilissima scelta: quella di rivelare o meno la dura verità ai bambini o ,invece, continuare a costruire quel fantasioso castello in aria per egoismo o ,forse, per non voler veder crescere un figlio in maniera così crudelmente repentina; poi lo sforzo stoico dei medici e gli infermieri del reparto oncologico infantile del Bambino Gesù di Roma , nel voler a tutti i costi far sembrare quella cruda realtà una fantastica occasione di svago e divertimento soprattutto per i bambini, ma a volte importante anche per i loro genitori.
Questi e molti altri elementi fanno si che questo libro,un libro di vita ,amore ,morte e speranza vada a finire assolutamente nella libreria di ognuno di noi lettori.
Che altro aggiungere,un plauso a questo giovane scrittore sardo ,appena sedicenne,avrà molta strada da fare ma di questo passo sentiremo ancora parlare di lui e molto…ve lo garantisco!
Vi lascio con un mio pensiero personale:
malgrado i problemi che ogni giorno ci si presentano,tutte le cose non previste o i sacrifici da fare per avere qualcosa , anche poco, ma pur sempre un qualcosa; non piangiamoci addosso, non pensiamo che è tutto brutto, che la vita fa schifo ma VIVIAMO!
Viviamo al meglio delle nostre possibilità, anzi se consentito anche un po’ al di sopra, perché la vita è una sola e questo non ce lo dobbiamo mai dimenticare.

BUONA LETTURA

giovedì 31 agosto 2017

Recensione: Odio amore di Penelope Ward

Dopo aver letto e ADORATO CON TUTTO IL CUORE il romanzo "Bastardo fino in fondo" che Penelope Ward ha scritto a quattro mani con Vi Keeland, ( Ecco qui la recensione: http://erikatralepagine.blogspot.it/2017/08/recensione-bastardo-fino-in-fondo-di-vi.html ) non potevo lasciarmi sfuggire questo nuovo romanzo. E ho fatto bene!


Trama.
Condividere una casa per le vacanze con un coinquilino sexy da morire dovrebbe essere un sogno che diventa realtà, giusto? Non se si tratta di Justin... l'unica persona che abbia mai amato... e che ora mi odia. Quando mia nonna è morta e mi ha lasciato metà della casa sull'isola di Aquidneck, c'era una trappola: l'altra metà appartiene al bambino che ha aiutato ad allevare. Lo stesso bambino che si è trasformato nell'adolescente a cui ho spezzato il cuore anni fa. Lo stesso adolescente che ora è un uomo con un corpo mozzafiato e una personalità complicata. Non lo vedevo da anni, e ora ci ritroviamo a convivere perché nessuno dei due è disposto a rinunciare alla casa. La cosa peggiore è che non è da solo. Ho capito presto che c'è una linea sottile tra amore e odio. Ho potuto guardare attraverso quel sorriso arrogante. Il ragazzino che conoscevo è ancora lì sotto. E anche il nostro legame. Proprio ora che non posso averlo, non l'ho mai desiderato di più.

La mia opinione.
La storia d'amore raccontata in questo romanzo è davvero zuccherosa ma non scontata, anzi. Chi parla in prima persona è Amelia che si ritrova in eredità la casa della nonna e che deve condividerla con Justin. I due non si vedono da ben 10 anni e il loro incontro dopo tutto questo tempo sarà scoppiettante.
Justin sembra essere andato avanti con la sua vita, ha una fidanzata bellissima, un lavoro, suona ed è sexy da morire! Tratta Amelia con sufficienza, ne sembra quasi disgustato ma in realtà questa sua avversione nasconde molto di più: la tensione sessuale tra i due è davvero palpabile!
Ma quando sembra che il muro tra di loro stia per crollare e che finalmente i due mettano da parte i rancori e le incomprensioni per rivelare che in realtà si sono sempre amati anche quando erano solo dei bambini ci sarà un colpo di scena che mischierà totalmente le carte in tavola. 
Sembra che il destino si sia accanito contro Amelia e Justin, ma l'amore quello vero può superare tutto! E in questa seconda parte adorerete ancora di più Justin, la sua generosità, il suo grande cuore e la sua dolcezza...
" Grazie per avermi insegnato che a volte le cose che temiamo di più sono quelle di cui la nostra anima ha bisogno."