lunedì 19 febbraio 2018

Recensione: Il mio Iraq di Dario Petucco

La storia di un marinaio che nel 2005 fu trasferito a Baghdad.



Trama.
A seguito della caduta del regime di Saddam Hussein, e dopo la formale richiesta del Governo ad interim dell’Iraq, la NATO decise di implementare una missione per la selezione ed addestramento delle ricostituite Forze Armate irachene. L’Autore fu tra i primi ad arrivare a Baghdad nel luglio del 2005. In questo libro racconta una fase della sua vita, non solo professionale, che lo ha segnato profondamente: la testimonianza, le emozioni, le impressioni di un marinaio italiano trovatosi a lavorare in sontuosi palazzi di marmo ricoperti di sabbia del deserto portata dal vento e nella International Zone, divenuta feudo americano. Una cronaca sincera, spontanea e genuina, che descrive con parole semplici una esperienza di vita vissuta in un contesto difficile ed irripetibile. Scritta dall’Autore con la penna, ed il cuore, rivolti al popolo iracheno.

La mia opinione.

Credo sia gusto definire questo libro "un dono". Sì, perché Dario Petucco con generosità condivide con noi la sua esperienza in un paese martoriato dalla guerra, una guerra che sicuramente conosciamo tutti grazie ai giornali, alla televisione ma che lui ci fa vedere da una prospettiva diversa, quella di un soldato, o più semplicemente un uomo, che ha deciso di andare in Iraq, mettendo in pericolo la sua vita, con un unico obbiettivo: quello di aiutare il popolo iracheno a ricostruire il proprio Paese.

“What have you done today for the Iraqi People?” ovvero “Che cosa hai fatto oggi per gli iracheni?”. Questa frase scritta su un pannello all ’ingresso del Comando NATO e che Dario riporta nel suo libro, mi ha colpita perché riassume nella sua semplicità la motivazione che spinge uomini come Dario a lasciare la propria casa, le proprie abitudini e comodità in nome della libertà e della democrazia.
"Ragazzi come Dario, pronti a correre dove la guerra fa diventare ciechi. Tra le loro certezze non figurano interessi milionari, strategie di potere o trame segrete: c’è solo la forza di passioni grandi come occhi di bambini in cerca di aiuto, c’è la voglia di partire perché si crede ancora che la pace sia la migliore arma da usare in guerra.”
Queste le parole della prefazione a cura di Marco Buticchi, parole che fanno commuovere e che rispecchiano quello che Dario con semplicità e attenzione ci racconta: ci racconta infatti di giovani ragazzi americani pieni di sogni che hanno il duro compito di stare ai posti di blocco, di  agenti del FBI e rudi militari che ridono fino alle lacrime di fronte ai cartoni animati in cerca di un po' di serenità per tirare avanti, dei soldati iracheni che collaborano con coraggio insieme agli americani per mettere fine agli attacchi terroristici di coloro che non vogliono il progresso del Paese.

Inoltre ci parla di donne irachene come Nedhal che ogni giorno attraversa i pericoli del centro di Baghdad per arrivare in ambasciata dove lavora, dei bambini che scherzano e giocano con i soldati, degli studenti iracheni che non cedono alle minacce e agli attacchi degli estremisti e continuano a studiare nella speranza di un futuro migliore.

Dario ci presenta un quadro della situazione in Iraq preciso e senza fronzoli, purtroppo infatti le difficoltà ci sono e la realizzazione di quel paese democratico che in molti sognano è ancora lontano.

Desidero concludere con queste parole piene di speranza:
“Se qualcuno mi chiedesse qual è l’immagine che vorrei trovare al mio ritorno, direi senz’altro l’immagine di quegli stessi bambini, magari anche con lo stesso vestito e le stesse scarpe, ma con il loro zainetto pieno di libri in attesa di un bus che li porti a scuola.”

mercoledì 7 febbraio 2018

Recensione: " Io e le Noir" di Gennaro Di Leo

Gennaro Di Leo ci ha dato l' opportunità di leggere il suo romanzo ed ecco qui la mia recensione. Consigliato ai lettori appassionati di gialli!


Trama.

Un amore intenso e drammatico, raccontato attraverso un memoriale di circa cinque anni, in cui si alternano episodi veri e presunti, personaggi credibili e strampalati, atmosfere rarefatte e giochi di parole, realtà e finzione. La realtà è quella di un incontro e di un trasferimento, di una frequentazione e di un disincanto, di una fine e di una morte, ossia tutto ciò che Andrea racconta di sé e della sua famiglia, di Nora e del suo lavoro.
La finzione , invece, è quella di tutto il resto: di una vita normale con una professione ordinaria, di un narratore innocente con un racconto innocuo, ossia tutto ciò che Andrea nasconde tra le righe.

La mia opinione.

 “Non conviene fermare il tempo prima che ci sfugga di mano?”
Lui : Andrea Barra, psicanalista con una vita che si divide fra lavoro, famiglia, calcetto con amici e un flirt con una collega. Un uomo come ce ne sono tanti…

Lei: Eleonora Previati detta Nora, docente precaria in cerca di una cattedra stabile, donna ironica ma, allo stesso tempo come tutti gli ironici, malinconica.
Una figlia Beatrice e un matrimonio infelice alle spalle.

La storia fra i due protagonisti, ambientata fra la caotica Milano e la salutare Massa, copre un arco di tempo di quasi 5 anni dal novembre 2004 al maggio 2009.

Il loro primo incontro avviene nello studio meneghino del dottor Barra dove Nora si reca, dietro consiglio di un’amica comune, a farsi psicanalizzare ;proprio questo lavoro di “scavo archeologico” che Andrea compie su Nora cercando di portar in superficie episodi rimasti sepolti li avvicina in modo dapprima complice con una simpatia reciproca fatta per lo più di frecciatine, ma col passare delle settimane grazie anche ad incontri fatti al di fuori dello studio, incontri “ casuali” ,questa simpatia sfocia in una storia d’amore importante.

La parvenza effimera di bella storia come ce ne sono molte fa da copertura col passare degli anni ad una realtà ben diversa e cupa ,fatta di annullamenti reciproci, egoismi, egocentrismo al limite del ridicolo e una routine sciatta e tediosa.

Non parlerò oltre della storia per non rovinare la lettura, ma non si può non rimanere avvinti dalla piacevole scorrevolezza di questa che, seppur tratti una complessa tematica, è narrata in maniera squisita; un libro che andrebbe riletto più volte, ottimo stile ricco di vocaboli ricercati ,qualcuno anche in disuso, curiosi giochi di parole come quello ,voluto a mio parere , del titolo stesso “Io e le Noir” dove viene citato il nome della protagonista ,Eleonora ,Nora appunto.

Nel libro il protagonista fa l’esatto contrario del suo lavoro, grazie a questa sorta di diario ci racconta e si racconta a noi lettori, esattamente come se lui fosse il paziente e noi che ascoltiamo ,anzi in questo caso leggiamo ,lo psicologo.


Andrea si mette a nudo di fronte al lettore, con una grande opera di introspezione ci parla della sua vita, quella reale ,con i suoi risvolti problematici e con i suoi pensieri più profondi; ma ci parla altresì della vita che avrebbe voluto, con la sua finzione di normalità.
Complimenti dunque a Gennaro Di Leo per aver fatto immergere il lettore in questa atmosfera dove non si capisce, fino alla fine , dove finisca la finzione e inizi la realtà e viceversa.

Andando avanti con le pagine, continuavano a tornarmi in mente le parole della canzone “Scirocco" di Francesco Guccini, un tango che racconta con poeticità e malinconia , una vita fatta di scelte sbagliate, di decisioni non prese, della capacità o meno di scegliere una strada e le relative conseguenze che questo comporta.

Concludo quindi citando le parole finali della canzone , che trovo adeguate al contesto : “Soffiasse davvero quel vento di scirocco e arrivasse ogni giorno per spingerci a guardare dietro la faccia abusata delle cose, nei labirinti oscuri delle case, dentro lo specchio segreto di ogni viso, dentro di noi.”

mercoledì 3 gennaio 2018

Recensione: L'ultima rosa di aprile di Simona Bertocchi

Tutti avete ammirato il celebre quadro di Botticelli: "La nascita di Venere", ma vi siete mai chiesti chi avesse ispirato il grande maestro? Simona Bertocchi con questo fantastico romanzo ve lo racconterà.


Trama.
Simonetta Cattaneo, Musa di Botticelli che la immortalò nella sua Venere, fu il simbolo della bellezza rinascimentale. Se però tutti conoscono, grazie al genio del pittore fiorentino, le sue sembianze, poche sono le fonti storiche a cui attingere per tratteggiarne il profilo. Andò in sposa a sedici anni al nobile Marco Vespucci, che ben presto perse interesse verso di lei, segnò un'epoca e una corte, quella della prima signoria d'Italia: Firenze. La sua grazia, la sua volontà a ribellarsi a un matrimonio infelice, la sua natura anticonformista le conquistarono l'ammirazione di Lorenzo il Magnifico che la definì la sans par e l'amore di Giuliano de' Medici ma le attirarono anche l'antipatia delle dame fiorentine sì come la sua personalità inquieta incantò poeti e artisti. Fu al centro di intrighi, scandali, alleanze strategiche; oggetto e soggetto di passioni divoranti e di espressioni d'amore cortese. Morì giovanissima a soli ventitré anni forse per tisi o forse vittima di avvelenamento. Ed entrò nel mito, lei che in vita non aveva mai cercato la fama.

La mia opinione.
" Donna Simonetta veniva dal mare, non poteva essere diversamente per colei che sarebbe diventata la Venere che nasce dalle acque."
Simonetta Cattaneo arriva infatti a Firenze dopo aver sposato, giovanissima, Marco Vespucci, e si ritrova catapultata da una vita semplice tra mare e natura a vivere nella grande Signoria d'Italia, Firenze, tra feste, balli, arte ma anche intrighi e complotti.

La sua bellezza quasi eterea, la sua grazia ma anche i suoi comportamenti anticonformisti per una donna di quel periodo conquistano subito i Fiorentini. Simonetta diviene così, senza volerlo, un simbolo di Firenze, una Dea che rappresenta la bellezza e la rinascita della città.

Ma dietro la Dea, la Musa di Botticelli si nasconde una donna reale, con sentimenti, paure, fragilità. Una giovane, Simonetta infatti ha solo vent'anni, che si ritrova in un matrimonio senza amore e che trova il vero amore dove non avrebbe mai immaginato di trovarlo, tra le braccia del principe Giuliano de' Medici.
"Si chiese come il maestro Botticelli potesse immaginarla una creatura divina, eterea, illuminata, mentre lei si sentiva così vuota, pallida, fragile , pronta a cedere da un momento all'altro, spinta da amori impetuosi e instabili"
Ma il loro amore, tenero e intenso, un amore che vi farà sognare ad occhi aperti sarà osteggiato da molte insidie, tra cui il marito senza scrupoli di Simonetta, i nemici dei Medici e le ambizioni politiche di Lorenzo il  Magnifico che vorrebbe vedere il fratello Giuliano diventare cardinale.

Simona Bertocchi è riuscita a descriverci con grande maestria la donna al di là del mito, una donna come noi, con cui possiamo compartire paure e sentimenti e con cui durante la lettura si entra in sintonia. Grazie al suo modo di scrivere coinvolgente e attento ai dettagli, Simona ci trasporta in un viaggio nella Firenze del tempo, sembra di essere lì, con Simonetta, e ammirare i fasti dei Medici e le grande opere artistiche che fiorivano in quel periodo tra cui ovviamente quelle di Botticelli di cui lei era ispirazione come la " Primavera".

Un romanzo, che sicuramente vi farà desiderare, di vedere le opere di cui si parla di persona e con una nuova consapevolezza.

lunedì 27 novembre 2017

Recensione:L'incredibile storia dei faraoni di Cristiana Barandoni

Cari lettori, se amate la storia non può mancare nella vostra libreria questo libro!


Trama.
Le vite straordinarie dei sovrani divini d'Egitto
I segreti di un'antica civiltà
Cheope, Ramses, Thutmosis: figli del dio o padroni assoluti della terra d’Egitto?


441 faraoni per una storia millenaria che va dal 2920 al 30 a.C.: è questa la portata di una civiltà complessa come quella dell’antico Egitto. Una fase lunghissima, che inizia con il cosiddetto Periodo Protodinastico e si conclude con la dinastia Tolemaica, proprio quella della famosa Cleopatra, corrispondente all’età romana. Ma chi erano realmente i faraoni? Quali erano le loro effettive mansioni, cosa sapeva di loro il popolo e cosa lasciavano conoscere di se stessi agli altri? Ritenuti divinità così sacre da non poter essere guardate in volto, che cosa facevano all’ombra dei loro giganteschi palazzi reali? Partendo dalle misteriose Liste Reali, conosceremo la vita e le opere di alcuni tra i 200 faraoni in esse menzionati. Dal faraone Narmer alla regina che fece battere il cuore ai Romani, si susseguono vicende personali mescolate a vicende storiche; periodi che videro avvicendarsi addirittura 70 faraoni in meno di 100 anni, a periodi di grande pace come quello del Nuovo Regno, epoca d’oro nella quale 15 sovrani provenienti da Tebe trasformarono letteralmente il volto dell’Egitto. Un viaggio nella storia lungo quasi 5000 anni, per immergerci in alcuni degli episodi più significativi della civiltà egizia e guardarli attraverso gli occhi dei veri protagonisti.

La mia opinione.
“La storia, quella con la S maiuscola, è solo in parte fatta di grandi battaglie, personaggi quasi mitologici, avventure romanzesche. La storia è fatta soprattutto di sentimenti sanguigni e autentici, di rivalità intestine e di grandi passioni; di uomini che, sebbene siano vissuti migliaia di anni fa, erano in tutto e per tutto uguali a noi.”
Inizio la mia recensione con questa frase stupenda perché racchiude un po' il senso profondo di questo libro. Sì, perché Cristiana Barandoni non vuole solo raccontarci fatti, guerre importanti, elencando date e luoghi ma ci vuole far scoprire la storia, in questo caso dell’Egitto, attraverso la loro umanità, la loro incrollabile fede, il loro orgoglio ma anche le loro debolezze.

Ho sempre amato la Storia, in particolare mi sono sentita sempre attratta da quella egiziana, ma solo dopo aver letto questo libro posso dire di aver conosciuto veramente ogni aspetto di quel periodo e di aver scoperto cose che a scuola nessuno ci dice. Cristiana infatti ci tiene a parlare dell’Egitto partendo da prima delle piramidi, quando la terra del Nilo era abitata da piccole tribù per poi arrivare alle grandi dinastie faraoniche. Il suo racconto è un vero proprio viaggio, l’autrice ci prende   per mano e grazie alle sue accurate descrizioni ci trasporta di fronte ai faraoni, alle meravigliose piramidi, ci sembra proprio di essere lì, di toccare gli splendidi gioielli, di ammirare i papiri, respirare l’atmosfera e in men che non si dica vi ritroverete a desiderare di fare un viaggio in Egitto.

Se fino ad adesso, quando si parla di Egitto, pensavate solo alle piramidi e al faraone Ramses, con questo libro conoscerete molto di più, dal primo vero faraone di nome Narmer, alle piramidi di Gizah, alla sfinge e alla prima regina donna della storia Hatshepswet per poi passare ad aneddoti molto curiosi sulle varie scoperte. Sapevate per esempio che la prima mummia ritrovata non fu quella di Tutankhamon ma bensì quella del faraone Menkaura che purtroppo fu perduta durante il tragitto in Europa?

Un’opera dunque, quella della Barandoni, esaustiva e di affascinante completezza, che riesce ad essere sia alla portata di tutti grazie alla piacevole scorrevolezza, sia un libro più per appassionati del tema per via delle minuziose e complesse descrizioni con tanto di link e siti web di riferimento.

martedì 7 novembre 2017

Recensione: Il segreto di Mirta di Silvia Lorusso Del Linz

Siete pronti ad una lettura coinvolgente e misteriosa? Questo è il libro che fa per voi!


Trama.
Roma 1751.

Elena, Sacerdotessa dell’Ordine della Dea Demetra, sta per essere condotta in carcere per volere della Santa Inquisizione. La donna, conoscendo in anticipol’amara sorte che l’attende, scrive a sua figlia Mirta una lettera, testamento d’amore e di verità. La vita della piccola, ignara erede dei Misteri di Eleusi, viene così affidata ad Antonia. Nonna e nipote fuggono lontano dalla scure del Sant’Uffizio e arrivano a Napoli. Nel caos allegro della Napoli settecentesca, trovano rifugio a San Biagio dei Librai, presso un amico di famiglia, collezionista di volumi antichi e stampatore. La storia di Mirta, una bambina diversa da tutte le altre perché avvolta da poteri occulti, s’intreccia con quella di Raimondo di Sangro, Principe di San Severo. Epigono della tradizione alchemica, Gran Maestro della Massoneria Napoletana, il Principe si dedica alle più ardite sperimentazioni scientifiche e magiche, grazie anche alle reliquie esoteriche trafugate all’Ordine con un inganno ordito alle spalle di Elena durante un suggestivo rito arcano celebrato in un’antica villa romana. In un vortice crescente di sospetti, di misteri e di emozioni arriva per Mirta il momento delicato del primo amore ma anche quello sconvolgente della rivelazione sulla sua nascita che porterà a delle conseguenze inimmaginabili. Si è trasportati in un’atmosfera millenaria, e sedotti dal potere femminile pagano, che emerge con tutta la sua forza misteriosa e perentoria.

Romanzo avvincente e intrigante, Il Segreto di Mirta unisce il brio inventivo alla cura minuziosa della documentazione storica, miscelati con rara maestria.

La mia opinione.
Il romanzo “Il segreto di Mirta” può sembrare apparentemente la storia di una bambina che cresce orfana,senza conoscere la vera identità del padre, costretta a nascondersi dagli Inquisitori per non finire uccisa come sua madre ma sotto la superficie nasconde molto di più e vi conquisterà.

Magia, mistero, inganni e tradimenti si mescoleranno immergendo il lettore in una Napoli settecentesca.

Il romanzo si snoda intrecciando episodi del passato, come quando Elena, sacerdotessa dell’Ordine di Demetra, accoglie fra le fila di accoliti e simpatizzanti al culto che presiede il principe Raimondo Di Sangro; e il presente, dove troviamo la piccola Mirta fuggita a Napoli in cerca di riparo insieme alla nonna Antonia.

Nella Napoli barocca l’autrice ci riporta all' atmosfera settecentesca, con i fasti e gli edifici che hanno reso grande la città partenopea in quel periodo, tra logge massoniche ed esperimenti alchemici, di cui Maestro e figura di assoluto rilievo è il principe Raimondo Di Sangro. 

Le protagoniste assolute di questo romanzo sono le donne. Sono loro infatti, Elena e poi Mirta, a conoscere i segreti e i poteri dell’ordine pagano di cui fanno parte e ad esserne a capo; è la nonna Antonia personaggio forte e volitivo, a proteggere Mirta e a tessere la trappola contro i nemici dell’Ordine. Donne, quelle che ci presenta Silvia Lorusso Del Linz, forti, coraggiose ma che in quel periodo venivano viste come streghe, demoni da punire, da eliminare. L’autrice ci apre una finestra sul mondo femminile in un’epoca dove per le donne mostrare di avere capacità e intelligenza poteva essere mortalmente pericoloso e dove anzi la Donna veniva posta al secondo piano e accompagnata anche nelle mansioni più semplici, da un uomo il cosiddetto “cicisbeo”:
“Mirta immaginò un ipotetico damerino che le stava appresso ciarlando del più e del meno, mentre lei con un libro sulle ginocchia tentava di capire quello che stava leggendo. Inorridì al solo pensiero. Stava bene da sola, si sentiva libera. Poteva scegliere come impiegare il suo tempo e la sua testa.”

Ma c’è anche un'altra donna forte in questo romanzo: Demetra la Dea a cui l’Ordine è fedele, la Dea sorella di Zeus, potente, una sua pari che combatterà con tutte le sue forze e a qualsiasi prezzo pur di rivedere la figlia Persefone, rapita e portata negli Inferi da Ade. La stessa Demetra ci ricorda Antonia che non avrà pace finché non riuscirà a vendicare la morte dell’adorata figlia.


Silvia Lorusso con grande maestria riuscirà a ricostruire perfettamente quel preciso periodo storico ma anche il mondo sotterraneo, fatto di riti pagani, stregoneria, ingredienti alchemici. Il suo modo di narrare è coinvolgente, il lettore si ritroverà completamente immerso nella storia, desideroso di scoprire di più, di venire a capo dei vari complotti e arriverà alla conclusione del romanzo senza accorgersene.

lunedì 9 ottobre 2017

Recensione: Il Grigio del Fumo di Daniele Sartini

Oggi vi parlo di un romanzo ,scritto da un mio concittadino Daniele Sartini, che vi invito caldamente a leggere!


Trama.
Una storia di ferite e rimpianti, ma anche di amicizia. Sonny, un ventiseienne da poco rimasto orfano, si divide tra il lavoro di lavapiatti in un ristorante e le partite a biliardo al bar Mirò. Una vita anonima la sua, impregnata dell'odore acre del rimorso perla prematura morte del padre, di quello ancora pungente per la recente scomparsa della madre e della malinconia suonata dalle canzoni di Rino Gaetano. Grazie all'incontro con Samsung (un bengalese che vende rose), il gioco del biliardo perde la dimensione circoscritta al panno verde e diventa uno spazio che facilita il confronto tra anime diverse. La vita, così, riprende lentamente a scorrere, tra i tuffi nel passato e i silenzi di una casa vuota, mentre dal profondo della coscienza riaffiorano battaglie che non possono più essere rinviate. L'amicizia con Samsung diventa una necessità che porta Sonny fino a New York, per giocare ancora, quasi senza sosta, e provare a vincere la partita più importante: quella per la libertà.

La mia opinione.
Il protagonista è Sonny, un ragazzo di soli ventisei anni ma che sembra averne molti di più. Dopo la morte, prima del padre, poi della madre, Sonny si limita a sopravvivere. La sua vita è un monotono susseguirsi tra un lavoro che non lo soddisfa e le serate passate al bar giocando, a tempo perso, a biliardo.
Sonny è schiacciato dai rimorsi, dal senso di colpa per non essere diventato quello che il padre desiderava, per essere invece una nullità. Ѐ così infatti che si sente e la sua vita, come suggerisce anche il titolo, è un eterno grigiore, una non-vita.
Il grigio sarà il colore dominante dell'intero romanzo, sembra quasi, durante la lettura di percepirlo: è nelle sale da biliardo, nei bar, nel fumo delle sigarette degli avventori, nel traffico, nello stesso cielo.
Ma l'incontro con Samsung, un venditore di rose del Blangadesh, lo risveglierà dal torpore in cui si trova. Samsung sarà il primo a credere in lui e nelle sue capacità come giocatore di biliardo e si fiderà così tanto di Sonny da riporre in lui le speranze di vincere abbastanza denaro per poter tornare a casa, dalla sua famiglia.
Così i due intraprenderanno un viaggio, anche interiore, a New York tra sale da biliardo, scommesse e anche momenti di pericolo. Ma è proprio in quei momenti, davanti al biliardo e al rischio di poter perdere tutto che Sonny comprende che la vita è molto di più che un continuo rimorso.
"Nella vita si può vincere o perdere, vivere o morire, guardare il tramonto o aspettare l'alba, provare dolore senza consolazione o essere felici senza motivo, ma non ci si può far dominare dal rimorso. Perché il rimorso è la più banale delle scuse, è un pretesto per trovare protezione, per non guardare in faccia se stessi."
A New York, l'incontro con una ragazza di nome Gwen, gli darà quel coraggio che gli è mancato durante tutto il romanzo e cioè quello di aprire la lettera che sua madre gli aveva scritto prima di morire. Una lettera davvero toccante quella della madre di Sonny che vi farà commuovere. Una frase che mi ha colpito particolarmente è questa:
" Tutto ciò che ha una cicatrice diventa ancora più prezioso. E questo vale anche nella vita: non nascondiamo più i nostri dolori, ma mostriamoli con orgoglio."
Quanto è vera?
Il romanzo si lascia leggere in poco tempo, grazie anche alla presenza dei dialoghi. Un difetto? Avrei apprezzato che alla fine del romanzo l'autore si soffermasse maggiormente sul cambiamento di Sonny, mostrandoci degli esempi più concreti legati alla sua nuova consapevolezza della vita.

giovedì 5 ottobre 2017

Recensione: Senza filtri di Lily Collins

Questo libro non è una semplice autobiografia ma è molto di più! Ѐ un libro che tutte le donne dovrebbero leggere!



Trama.
In parte autobiografia, in parte inspirational, in questo libro Lily Collins ci regala le sue riflessioni su tutti gli argomenti che toccano da vicino ogni ragazza: l'immagine del proprio corpo, gli amori, le amicizie, la famiglia

E lo fa a partire da se stessa. Per la prima volta condivide la sua vita e i suoi segreti più profondi, mostrando che anche lei ha sperimentato il dolore. Anche lei sa che cosa vuol dire vivere per metà nella luce e per metà nel buio. Anche lei sa cosa vuol dire lottare per salvarsi. Per Lily, significa guardarsi allo specchio e amarsi, accettare di essere strani, vulnerabili, ma proprio per questo meravigliosi. E spesso per riuscire a fare quel piccolo grande passo basta qualcuno che ti prenda la mano e ti dica che non sei solo.



La mia opinione
Conoscevo Lily Collins attraverso i suoi film e quando ho iniziato a leggere il suo romanzo, non mi aspettavo di incontrare tra le pagine una ragazza come me, come tutte voi.
Lily infatti affronta in questo libro varie tematiche che molte di noi conoscono benissimo: la paura di non sentirsi accettate, di non essere abbastanza belle e magre, i rapporti non sempre facili con la figura paterna, le relazioni con i ragazzi, quelli che spariscono nel nulla dopo il primo appuntamento (li conosciamo bene , vero?) e quelli che ci portano all'autodistruzione.
Leggere questo libro ci fa comprendere che non siamo sole, anzi, anche ad una star come Lily è capitato di essere umiliata o presa in giro da ragazzi problematici! Lily parlerà delle sue esperienze, senza filtri, senza paura di essere giudicata per aver sopportato un fidanzato violento o aver rischiato la vita per colpa dell'anoressia.
Io credo che questa sua forza di raccontarsi debba essere d'ispirazione a tutte noi! Non dobbiamo mai vergognarci di come siamo o sentirci sbagliate! Siamo uniche e abbiamo il diritto di vivere la nostra vita al massimo, senza timori e ascoltando soltanto il nostro cuore.
"Non potrai mai cambiare te stessa per un altro o per sistemare una relazione. Perciò, se non è un rapporto sano chiudilo. Essere coerente con te stessa è tutto ciò che conta, e se la vera te assomiglia a me, una donna che vuole esprimersi e prendere il toro per le corna, allora alla fine arriverà la persona giusta, che rispetterà il confronto e lo considererà stimolante, attraente e sexy."
Starei ore a parlavi di questo romanzo, non ho fatto altro che sottolineare frasi bellissime, vere, che danno la forza di andare avanti. Una lettura che vi consiglio vivamente, breve ( io l'ho letto in un giorno) ma intensa ed umana. Sembra infatti di parlare con una amica e penso che questo sia fantastico!
Ci saranno anche capitoli più leggeri e divertenti, come il capitolo sui tatuaggi o sulle sue stranezze come la passione sfrenata per i cetrioli!! Ogni capitolo, inoltre, sarà arricchito da foto inedite di Lily e della sua vita.
"I maggiori trionfi della nostra vita non arrivano senza sperimentare gli alti e anche i bassi"
Correte in libreria!!!!!